Respira

Prod: Nats
Si ringraziano: Pierfrancesco Califano, Alessia De Prisco, Valeria Pappalardo

Ho scritto questo pezzo tra ottobre e dicembre 2019, nei primi 2 mesi dalla diagnosi della malattia di mio papà.
Non gliene avevo mai parlato, ne gliene avevo fatto sentire un pezzettino. Sognavo di fargliela ascoltare una volta guarito.
Non è andata così, e allora eccola qua. Per me. Per promettermi di vivere, da adesso fino a quando sarà. Perché lui voleva immensamente e non ha potuto. Glielo devo.
Io che ogni sacrificio era per renderlo orgoglioso.
Io che potevo confidarmi con lui come fosse un mio amico.
Io che sono Francesco, il figlio di Peppino il macellaio di via Cesarano.
Il mio vanto più grande. Il titolo più bello di cui posso fregiarmi.
Che fortuna aver passato 30 anni insieme.
Al mio uomo d’acciaio, dedico questo e tutta la mia vita.
F.

Testo:

anche se non lo puoi vedere ognuno porta la sua croce
chi vale la pena ascoltare non alza la voce
ho mille cose nella testa poche giuste
mille gradini da fare e già mi pesano le buste

i miei obiettivi li ho tenuti sempre bene in vista
quindi nel tragitto non mi sono goduto la vista
non mi trovano segnato in lista
lascio il posto a altre persone
c’ero anch’io ma ho cancellato il nome

che prima o poi arrivano i guai ti devi rassegnare
puoi chiederti perché è successo a te niente da fare
prima capisci che non puoi far altro che accettare
prima raccogli le energie per poterli affrontare

dicono passerà
passerà me ne convinco perché qua
l’alternativa vuol dire impazzire
e perché so che il mio papà c’ha un modo tutto suo
sia di combattere che di soffrire

respira respira
ho preso quello che serve niente di più
respira respira
se sono io è perché me l’hai detto tu

respira respira
ho preso quello che serve niente di più
respira respira
se sono io è perché me l’hai detto tu

torno a casa, leggo Hermann Hesse
corri dalle tue paure, fai prima d’esse
scrivi tutti i tuoi pensieri, con rime annesse
vuoi cacciare via il dolore, e se rimanesse?

se si facesse l’opposto di tutto quello a cui si crede
diverremo il paradosso, diverremmo nostre prede
metto le cose di cui mi potrei pentire sopra alla bilancia
ok, potrò ragionar di testa ma deciderò di pancia

mi trema l’anima se chiami
il sogno mio è dirti ciao pure domani
resto con te do via i miei impegni quotidiani
tu uno tra i pochi che può sconvolgermi i piani
che hanno detto ci vorrà tanto

ma c’abbiamo ancora da fare insieme un bel tratto
quando entro in stanza sguardo positivo so che ti
rende orgoglioso ciò che scrivo, quindi continuo

respira respira
ho preso quello che serve niente di più
respira respira
se sono io è perché me l’hai detto tu

respira respira
ho preso quello che serve niente di più
respira respira
se sono io è perché me l’hai detto tu

e non c’è una spiegazione al tanto per parlare
non c’è cattiveria alcuna nei paesini è un modo di fare
le notizie viaggiano così veloci fanno il giro
e ti ritornano che suonano feroci
e quanto ha seminato in vita infine tanto raccogli
l’avevo già imparato mi è più chiaro in questi giorni

chiedono di te un po’ tutti sono dispiaciuti tutti
perché nessuno lo merita ma tu meno di tutti
vorrei prendermi un po’ della sofferenza
dalla a me, danne un poco a me, prestane un pò me
dividila con me, non vuoi dividerla con me ti prego
ciò che provi non so immaginare
ma facciamo un po’ ciascuno farà meno male

tu mi diresti non posso, proprio non posso
in mezzo alla tempesta in mezzo al mare mosso
vuoi che mi metta al riparo io prendo il poncho e lo indosso
dalla pioggia mi difendo ma voglio sentirla addosso, insieme a te

respira respira
ho preso quello che serve niente di più
respira respira
se sono io è perché me l’hai detto tu

respira respira
ho preso quello che serve niente di più
respira respira
se sono io è perché me l’hai detto tu